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La mostra Perfect Irony presenta opere Fluxus e lavori di Gianni-Emilio Simonetti, tra i pochi protagonisti italiani del movimento, con Giuseppe Chiari. I due artisti realizzano nel 1964 la mostra Gesto e Segno alla Galleria Blu di Milano, inoltre Simonetti (insieme a Daniela Palazzoli e Gianni Sassi) è stato promotore di Fluxus a Milano anche attraverso il centro ED.912, la pubblicazione delle rivista “B°t” e il costante contatto con Maciunas (tra i più politicamente impegnati del gruppo), che ha portato all’organizzazione di numerosi concerti ed eventi Fluxus in Italia.

Simonetti

Simonetti - Dalla serie "Sette quartetti - L'Oubli de Métamorphoses" primo quartetto - 2009, bozzetto

 

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Di Simonetti in mostra si espongono Sette Quartetti, grandi spartiti composti nel 009 stampati su tessuto prezioso in cui convivono segni di diversa natura. Dal 1964 l’artista, colpito dalle ricerche di Cage, inizia a comporre “Mutica”, diciassette partiture di musica muta in cui l’aspetto visivo del segno e del colore ha un ruolo di primo piano. Spesso i suoi lavori sono intrecci di immagini e parole, connessi da frammenti di annotazioni. Nell’opera di Simonetti il costante oscillare dal frammento alla totalità permette di incontrare due infiniti: infinitamente grande e infinitamente piccolo. La grafica di Fluxus è piena di immagini, informazioni, stimoli visivi ironici o drammatici che convivono in un horror vacui uniformato solo dalla scelta di pochissimi colori. La mostra non intende proporsi tanto come retrospettiva, ma isolare alcuni aspetti particolari del movimento, come appunto la grafica e la musica, che bene rappresentano lo spirito di un gruppo che si è sempre mosso all’insegna del perfetto equilibrio tra impegno ideologico e ironia. I manifesti, provenienti dalla collezione di Vincenzo Ferrari di Milano, hanno l’aspetto – non casuale - del quotidiano, stampati su entrambi i lati e ricchi di informazioni difficilmente leggibili, si vedano i manifesti “Ekstra Bladet” del 1962 oppure il primo numero del newspaper “Fluxus cc V TRE Fluxus” del 1964. I manifesti sono accompagnati da altre opere grafiche come i bellissimi libri di Dieter Roth, dieci dei quali formano un’installazione originale comprensiva di istruzioni autografe; il “Plan for flux toilet”, la mappa concettuale sulla genesi di Fluxus “Fluxus (its historical…)” o l’ironico “Foot in Shoe” del 1972 di Maciunas; lo “Spacial Poem n. 1” di Mieko (ChieKo) Shiomi del 1966 e una moltitudine incontrollata di prodotti postali di Mail Art. A completare il percorso della mostra, sul versante musicale si espongono, tra le altre, le opere Pianoforte di Giuseppe Chiari, Senza titolo, spartito musicale “sparato” di Dick Higgins e 19 pezzi facili di Walter Marchetti della collezione Villa Buttafava – Le Candie di Cassano Magnano(Va).

 

Il film La voce Stratos, con la regia di Luciano D’Onofrio e Monica Affatato descrive e documenta l’evoluzione musicale dell’artista, musicista e sperimentatore Demetrio Stratos, a partire dal lavoro con gli Area, fino allo studio della voce come puro strumento musicale e sonoro. La peculiarità della sua figura artistica, la versatilità estrema delle sue doti vocali lo portano a collaborazioni artistiche molto varie (tra cui quella con John Cage), collocandolo un po’ per storia un po’ per onore nella schiera Fluxus.

Chiude l’evento Fluxus-Box, questa sorta di scatola gioco ripiena di oggetti e azioni dalla forma varia e sorprendente, il “Concerto Fluxus”, organizzato e coordinato da Gianni-Emilio Simonetti, con la collaborazione e la connivenza di artisti, musicisti e performer. Sarà eseguito anche il brano di Maciunas dedicato al più celebre degli eporediesi In memoriam to Adriano Olivetti.

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Ivrea, Museo Della Carale Accattino, Via Miniere 34
Tel. 0125 612658 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.