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PROGETTO ARTE NATURA SCIENZA

INCONTRO DELL’8 DICEMBRE 2007

CONSIDERAZIONI

Alla riunione hanno partecipato: Marco Sbizzera, Ruggero Radaele, Adriano Accattino, Martha Nieuwenhuijs, Rudi Punzo, Ovidio Piras, Pina Inferrera, Piero Ferrini, Pietro Curto, Ivo Riva, Franco Bunciuga, Ruggero Maggi, Luigi Antinucci.


Premessa e svolgimento
Il tema è attualissimo e molto vasto. Che sia attuale significa che è coinvolgente e anche che è dibattuto da altri. Dovremo dare alle nostre iniziative un taglio particolare che già è implicito nell'accostamento di natura e scienza all'arte. Il nostro ambito specifico è il fare artistico e i rapporti dell'artista con la natura costituiscono il nostro modo di affrontare il problema.

Questo rapporto è cambiato e sta cambiando forse più fortemente di quanto cambi il rapporto dell'uomo con la natura. La scienza e la tecnologia hanno cambiato e stanno cambiando la natura e l'uomo. Tuttavia la scienza e la tecnologia non escono dalla natura, ma solo dalla natura come la conosciamo o dalla nostra attuale idea di natura. C'è una rivoluzione nella natura, una rivoluzione rispetto alla natura che conosciamo e della quale abbiamo una certa idea, non della natura in sé. L'uomo è protagonista di questa rivoluzione, protagonista più o meno cosciente, ma incapace di valutare gli effetti della rivoluzione che muove: effetti sulla sua e sulle altre specie che popolano la terra. L'uomo procede spedito nella sua irresponsabilità, nell'incapacità di dominare quello che è capace di inventare e di valutare le conseguenze poco meno che prossime della rivoluzione che imprime. Probabilmente questa rivoluzione che imprime incoscientemente e irresponsabilmente nella natura è l'unica vera rivoluzione che è stato capace di fare: non la Rivoluzione francese né la Rivoluzione d'ottobre ma l'unica vera rivoluzione che l'uomo ha fatto e fa, inconsapevolmente e irresponsabilmente, è questa rivoluzione nella natura. Una rivoluzione interna, poiché tutto ciò che si rivoluziona e viene rivoluzionato continua a rimanere nella natura da cui nulla fuoriesce; ma modificando le condizioni e gli equilibri interni della natura, egli modifica le condizioni di esistenza e di sopravvivenza di molte specie che vivono nella natura. Non si esce dalla natura ma la natura viene rivoluzionata al suo interno, con vinti e vincitori, sommersi e salvati, sopravvissuti e annientati.

 

Questo procedere inconsapevole e irresponsabile dell'uomo nella sua rivoluzione interna alla natura, che modifica gli assetti attuali in maniera incisiva e irrefrenabile, ci porta a pensare che l'uomo segua la strada di un destino già preventivato, come se percorresse le tappe di una missione improcrastinabile, già assegnatagli. L'uomo si comporta come se obbedisse a degli ordini, come se seguisse delle disposizioni, come se un destino già scritto lo buttasse in avanti sulle successive proposizioni. Ha l'uomo una missione incalcolabile ma anche irresistibile da compiere? Qualcuno gli ha assegnato un compito in qualche parte irraggiungibile ma determinante del cervello? Mi sembrano domande oziose ma anche inevitabili. Tuttavia la teorizzazione e anche le fantasticherie avranno spazio e luogo in altra sede; oggi limitiamoci a prospettare la particolarità del nostro approccio. Dunque enucleiamo quello che ci interessa, punti di vista che ci sono maggiormente congeniali e dichiariamoli, poi compiliamo un calendario per le iniziative.

 

Raccogliamo alcuni spunti di riflessione intorno al tema L’ARTE PER IL RIEQUILIBRIO DELL’UOMO NELLA NATURA.

 

Lo squilibrio dell'uomo nella natura consiste in un rapporto che non vede la corrispondenza tra gli apporti e i prelievi. L'uomo deturpa, spoglia, depreda senza problemi la natura; l'uomo con i suoi strumenti tecnologici incide irreparabilmente sulla natura, la pervade e la trasforma. Un buon rapporto con la natura quale può essere? Secondo noi un buon rapporto chiede un utilizzo e un consumo misurato e strettamente corrispondente ai bisogni dell’uomo; si fonda inoltre sulla considerazione della natura non come un bene di cui profittare, una cosa disponibile, una semplice res nullius, ma al contrario nel considerarla un'essenza, una presenza, una personalità da tutelare e rispettare. Si fonda poi sull'aderenza, sulla sintonia e sull'adeguamento costante dell'uomo alla natura. La natura è in continua trasformazione e conseguentemente l'uomo deve modificarsi adattandosi alle variazioni della natura. L'uomo modifica con la sua azione la natura ma è costretto a sua volta a modificarsi per adattarsi alla natura modificata. L'uomo è parte della natura, mentre si pone distintamente dalla natura; egli se ne stacca e la manomette ma non riesce a uscire dalla natura e ne fa inevitabilmente parte. Ma che cos'è poi la natura? Per natura intendiamo la realtà, cioè la natura nelle condizioni in cui attualmente si trova, dopo aver subito un'infinita serie di manipolazioni. Quindi la natura è un concetto variabile e corrisponde alla realtà che ci tocca. La natura è una successione di nature e non esiste un concetto di natura fermo e stabile a cui riferirsi ma solo un concetto in divenire e in eterno variare. Perciò è difficile o impossibile dire quale concetto di natura ci tocchi e quale sia da preferire. E' difficile anche dire quale dovrebbe essere una buona natura, quale natura porre in cima ai nostri desideri e alle nostre tensioni di riequilibrio. E' difficile dire quale natura: la natura è ciò che si presenta e ciò con il quale dobbiamo fare i conti. Tutto il resto è sogno. E' dunque un sogno immaginare di poter riequilibrare la natura perché la natura è ciò che ci è dato al presente ed è difficile dire come riequilibrarla.

 

Se l'uomo si astiene dall'intervenire sulla natura probabilmente questa si riequilibra da sola: l'intruso sarebbe l'uomo. L'uomo però è natura. Allora da risanare è l'uomo, non la natura poiché se l'uomo si risana e stabilisce un rapporto equilibrato con la natura questa si riequilibra. Allora comincia ad aver senso la presunzione di sanare la natura attraverso il risanamento dell'uomo con la pratica dell’arte. Allora l’assunto iniziale prende una luce nuova e diventa credibile: l'arte per il riequilibrio dell'uomo nella natura. L'arte può risanare l'uomo e indirettamente influire sulla natura nel rapporto di un uomo risanato con la natura. Che cosa vuol dire risanato? Vuol dire responsabile e cosciente delle proprie azioni e delle relative conseguenze, misurato nei propri consumi, rispettoso delle alterità e delle differenze.

 

Abbiamo inoltre formulato una serie di punti nodali su cui chiediamo l'apporto di tutti:

- Nell'esame del rapporto uomo natura quali sono le condizioni di equilibrio e di squilibrio?

- L'arte possiede le caratteristiche per raggiungere l’obiettivo di risanamento dell’uomo?

- Che rapporto esiste tra etica ed estetica nel contemporaneo?

- E' concepibile un nuovo impegno dell'artista, nell'autonomia e indipendenza del fare?

- Che significa contrapporre naturale e artificiale, natura e contronatura?

- Ai margini della natura, la natura lontana dalla natura. Artificio, artefatto, artificioso, artificiale, parole che hanno l’arte in sé.

- Che può fare artisticamente della natura un artista?

- Che diventa la natura nella mani dell'arte? E che cosa l'arte nella natura? L'arte che riflette le innovazioni tecnologiche?

 

 

Indicazioni pratiche
La caratteristica principale della nostra iniziativa è quella di costituirsi come evento plurale cioè di molti, diffuso cioè spontaneamente sorgente in diversi luoghi del Paese, continuo cioè duraturo e durevole nel tempo.

Un'altra caratteristica è la spontaneità delle iniziative che sorgono nelle diverse parti e l'autonomia dell'organizzazione e della manifestazione, condotte secondo gli intendimenti diversificati dei promotori locali nelle rispettive zone, pur rientrando nella logica generale del progetto e della sua impostazione.

Un terzo aspetto caratterizzante è costituito dalla collaborazione di artisti, poeti e scrittori, di pensatori studiosi teorici filosofi e scienziati. Si pratica così ciò che ci ha già distinti in precedenti iniziative, la collaborazione e la simbiosi di arte, pensiero, scrittura.

Una quarta caratteristica dell’iniziativa è l'originalità, nel senso della novità e della nuova preparazione per l'occasione; non dobbiamo far transitare opere e azioni già precedentemente create e presentate.

Un’altra caratteristica è la progressione, cioè la crescita progressiva nel lavoro e negli elaborati che sono sempre messi in circolo, in rete, a disposizione di tutti, a mano a mano che sono prodotti.