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Progetto arte natura scienza

-tracce-


Prima di immetterci in concetti di così alto profilo, ritengo utile tene re presente questo fatto:
Noi non sappiamo se quello che diciamo corrisponde a verità. Né sappiamo a cosa servirebbe sapere che corrisponde alla verità se ciò che accade a volte ha una volgenza propria nel voler accadere e nel non voler accadere. Ed eccone l'implicazione:
La 'strutturazione dei concetti della nostra cultura, nel suo farsi nel tempo, ha dovuto tenere conto anche di questo. Ma non sappiamo a cosa va incontro ora. Ne se ora si pone questo incontro.
O quanto meno, se i concetti abbisognino, per cosi dire, di ravvedimento o di nuovi concetti, perché non sappiamo quello che sta accadendo. Ecco, quello che è certamente indubitabile, è proprio ciò che non sappiamo, ossia non sappiamo quello che sta accadendo. Ed è ciò che bisognerebbe porsi a considerare avvenente.
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Una mia amica, Liuba, tempo fa, mi ha regalato un libro costituito da un dialogo tra un teologo e uno psicologo sul concetto di dio.
10 le ho detto:
Supponiamo per un attimo che non siano loro a pensare ma la loro cultura e le loro esperienze di vita. Tu cosa leggeresti?
La loro cultura e le loro esperienze di vita. E la loro cultura a cosa fa riferimento?
A fatti del passato resi a loro volta da cultura e esperienze di vita. Come è facile osservare, ci troviamo di fronte alla percezione di qualcosa che ci riconduce a quanto si diceva prima: ossia siamo di fronte a qualcosa che sta accadendo anche in questo momento.
Ossia qualcosa in cui si è costituita la cultura e le esperienze di vita dei due dialoganti.
Posta in questi termini la condizione del pensiero, possiamo tentare di avvicinare ora Arte Natura Scienza. E pensabilmente le loro relazioni auspicabilmente vere, per noi.
Non dimenticando, che è difficile sottrarre, da questo accadere, e non accadere che accade, l'Esistere, dato che vi è immerso.
11 che comporta un'altra conseguenza:
Possiamo notare che l'inserimento dell'Esistere nel grande gioco, in quel pensiero avviene attraverso una sorta di suzione mentale dello Spazio, senza la quale non sarebbe possibile tale inserimento e tale pensiero. Subentra, in tal modo, nel grande gioco, anche lo Spazio.

 

 

 


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Nella presentazione di opere del pittore (e amico) Giuseppe De Filippo, anni fa, mi era accaduto di fare una sorta di excursus in ambito storia dell'arte, avendo come punto di riferimento di certi valori impliciti nelle varie correnti artistiche, proprio lo Spazio. Questo il mio pensiero (ci si prepari a un percorso da accogliere con una certa indulgenza) : Cercando di collocare Duchamp rispetto al Dadaismo, Cubismo e Informale, il Dadaismo e il Cubismo indurrebbero a parlare di lezione dallo Spazio, essendo messi in relazione con la spazialità della fortuita che si insinua maggiormente nelle due correnti pittoriche. Per l'Informale si parla di lezione dello Spazio, perché avviene 'come1 è avvenuto lo Spazio per noi.
Per Duchamp, di lezione di Spazio, dovuta all'insormontabile non significatività dello Spazio che lo Spazio propina a noi col suo essere lì. Da cui l'inizialità del porsi a rilevarlo è l'unico valore. Sottolineando anche lo "strappo" che l'affacciarsi della nuova evidenza (le ultime opere esemplificative del suo pensiero) da alla pregnanza dello Spazio sulla nostra condizione conoscente. -
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La situazione tratteggiata sopra, partendo in fondo da una nuova visione (un po' movimentata) del mondo, riguarda . essenzialmente 1'accoglimento del presente.
E in più, niente ci impedisce di pensare che questo gioco dell'arte con lo Spazio nasconde qualcosa che abbia a che fare coi concetti e con la logica, essendo ciò che accade (e non accade) al di fuori della nostra volontà compresente al gioco dell'arte con lo Spazio e al Conoscere che si muove servendosi di concetti e logica.
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Oltre a tutto ciò, un fatto fondamentale ci sfugge:
Sono gli equilibri che ci legano allo Spazio e che permettono il nostro esistere, equilibri che molto opportunamente l'arte solo suggerisce con la forma e che la scienza pensa di cavalcare facendosi invece cavalcare, equilibri che solo la paura di perderli ci permette di cogliere...
Una domanda : E la Natura?
Carlo Sliepcevic Questo, in parte, e il respiro della Natura.
Nota alla prima parte:
Si consideri che anche il non accadere niente accade.
Il testo vuoi significare che volenti o nolenti, la nostra logica è stata plasmata da ciò che accade (e non accade) al di fuori di noi e della nostra volontà.
Si è trattato di una sorta di permeazione che ha interessato la superficie umana nel suo evolversi e nel succedersi delle generazioni.
Note alla seconda parte: A proposito della "suzione mentale dello Spazio", la suzione di cui si parla avviene leggendo il pensiero "Non dimenticando che è difficile sottrarre, da questo accadere, l'Esistere..." al punto 'sottrarre'.


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Nota aggiuntiva:
All'inizio, nella stesura del testo, ho assecondato l'uscita di getto
dei pensieri, per rispettare lo slancio e il luogo da cui il dire lascia
intravedere di uscire.
Dentro a tutto ciò, infatti, c'è il tentativo di disancorarsi da una ahi.
tudine a connettere i pensieri in un certo modo.
Disancoraggio che il seguito del testo giustifica ampiamente.