L'evento
Nell’ambito del ciclo “Espressionismi ed espressionisti dopo il Duemila”, il Museo della Carale Accattino ha presenta la mostra:
ABITUARSI ALL'IDEA
di Paolo Dolzan
con la partecipazione artistica di Fulvio de Pellegrin e Heidi Lichtenberger
ispirata alla Danza Macabra dell’Oratorio dei Disciplini di Clusone
comunicato stampa
La Mostra è stata aperta dall'11 ottobre al 9 novembre 2008.
L’artista trentino intende proporre a un nuovo pubblico l’esposizione da lui realizzata lo scorso anno all’Oratorio dei Disciplini di Clusone in Val Seriana (BG). In quella occasione la scelta della sede espositiva era in un certo senso obbligata, in quanto la mostra era principalmente centrata su una personale interpretazione e rivisitazione della Danza Macabra, affresco del 1485, recentemente restaurato, presente con il Trionfo della Morte sulla facciata est dell’oratorio stesso.
Abituarsi all’idea della morte è impresa ardua, quasi impossibile per chiunque, e Paolo Dolzan ne offre una visione lucida e disincantata. La sua Danza macabra per dirla con le immagini incisive e poetiche del curatore Mauro Zanchi è “un’esplosione – devastante e ironica al contempo – della tragedia umana….Abituarsi all’idea è una disciplina della coscienza, un’anestesia iniettata giorno dopo giorno, una prassi da memento mori, uno stillicidio della consapevolezza”.
Questa impresa impossibile, rendere familiare alla mente il pensiero della morte e ricordare la comune uguaglianza di fronte ad essa, si traduce in un gran numero di tele neoespressioniste di grandi dimensioni. Lo stesso Dolzan nel catalogo afferma: “Superano il mezzo centinaio le opere riversate in questo progetto, ma ancora mi sembra di non aver detto niente. Il lavoro mi è colato tra le mani come una macchia di olio nero, difficile da contenere, che si allarga e imbratta chiunque la tocchi”.
Il museo della Carale Accattino, caldamente voluto da Adriano Accattino e gestito dall’associazione Viva l’arte, costituisce un décor non meno suggestivo per questa mostra, nel rispetto della tradizione culturale di Ivrea, fortemente radicata nella vocazione innovatrice di Adriano Olivetti, in una sorta di osmosi tra un sito espositivo di recentissima concezione e il circostante paesaggio collinare.
Paolo Dolzan (Mezzolombardo, 1974) ha studiato a Venezia, all’Accademia di Belle Arti, entrando in contatto con numerosi artisti italiani e stranieri con i quali ha lavorato a più riprese nel corso della sua vita artistica, che lo ha visto spesso in Austria, in occasione di mostre personali e collettive, nonché direttore per circa due anni di una affermata Galleria a Trento, da lui fondata, Spazio 27. Ricordiamo il suo tour poetico pittorico compiuto a partire dal 2000 con il poeta e artista Marcello Pirro, coautore del libro Ipotesi. Docente di Disegno e Storia dell’Arte, Dolzan vive e lavora dal 2005 in un antico mulino situato a Stenico ( Val Giudicarie, Trento).
Abituarsi all'idea